Sommario
Un veicolo da cinque miliardi di euro dedicato alla sovranità tecnologica europea si costituisce senza alcun investitore istituzionale francese al suo tavolo fondatore. Il consiglio di amministrazione del fondo EIC (European Innovation Council) ha designato il gruppo svedese EQT, quotato a Stoccolma, come gestore dello Scaleup Europe Fund. La Commissione UE conferma l'obiettivo di 5 miliardi di euro per questo veicolo destinato alle scale-up tecnologiche europee, e otto settori rientrano nel perimetro di investimento: intelligenza artificiale, quantistica, tecnologie a doppio uso, energia pulita, spazio, biotecnologie e settore medico. Il mandato è attribuito al termine di un bando competitivo documentato da Sifted il 26 maggio 2026, che dettaglia l'identità del gestore selezionato e il calendario dei primi dispiegamenti. Per le scale-up francesi in fase di raccolta Serie B o C, l'arbitraggio è concreto: possono figurare tra gli obiettivi di investimento del veicolo, ma nessun attore istituzionale francese è rappresentato al tavolo delle decisioni di dispiegamento.
Un veicolo senza precedenti nell'arsenale di finanziamento europeo
Il fondo si dispiega su un terreno dove il deficit strutturale è documentato dalla Commissione UE stessa: l'8% delle scale-up mondiali sono basate nell'Unione Europea, contro circa il 60% in Nord America. È precisamente questa asimmetria di capitale-sviluppo che il veicolo intende correggere. Rispetto ai dispositivi europei precedenti dedicati all'innovazione tecnologica, l'ordine di grandezza cambia scala: le dotazioni esistenti rimanevano inferiori di diversi ordini di grandezza rispetto all'obiettivo di 5 miliardi di euro dello Scaleup Europe Fund. Nessun limited partner francese figura tra i fondatori del veicolo: né Bpifrance, né la Caisse des dépôts, né le grandi banche francesi. La constatazione resta documentata e non è stata contestata. Il pacchetto sovranità tecnologica, che raggruppa il Cloud and AI Development Act (CADA) e il Chips Act 2, è stato inoltre posticipato due volte e deve essere presentato il 27 maggio 2026, ovvero il giorno dopo la designazione di EQT.
Una selezione competitiva ristretta a due finalisti europei
Il processo di designazione ha opposto in finale EQT ad Atomico. Tre candidati sono stati esclusi a monte: Eurazeo, Northzone e Vitruvian Partners. Il gestore selezionato, quotato alla Borsa di Stoccolma, è un attore europeo; il qualificativo di extraeuropeo non tiene. Secondo Sifted, EQT ha proposto Ted Persson e Victor Englesson, partners (soci) della società svedese, come co-capi operativi del veicolo. Christian Sinding, direttore generale di EQT, è proposto presidente del comitato di investimento. La società avanza un argomento basato sul suo track record (storico di investimenti) in growth equity (capitale di crescita) europeo: EQT Growth, lanciato nel 2022, rimane il più grande fondo di crescita di questa categoria (primo fondo della casa su questo segmento) basato in Europa; EQT Ventures rivendica 1,1 miliardi di euro di impegni; e la società mette in evidenza «100+ companies in the pipeline» (oltre cento società nel vivaio) secondo gli elementi trasmessi a Sifted. L'eliminazione di Eurazeo si spiega meno con una debolezza strutturale francese che con un divario di scala oggettivo. Il gruppo parigino mostrava una solida performance autonoma nel suo esercizio 2024, ma il divario di attivi gestiti con EQT è di un altro ordine di grandezza, ovvero un rapporto di circa uno a sette che il paragrafo sottostante documenta precisamente.
Una struttura di capitale a metà impegnata e senza LP francese
A fine 2025, il capitale effettivamente impegnato nel veicolo raggiunge circa 2,5 miliardi di euro sui 5 miliardi mirati, secondo Sifted. Questa somma si compone di 1 miliardo proveniente dal fondo EIC e 1,5 miliardi apportati dai limited partners (investitori apportatori di capitali) privati fondatori. La lista di questi ultimi comprende Novo Holdings (Danimarca), CriteriaCaixa (Spagna), Santander via Mouro Capital (Spagna), APG Asset Management che gestisce l'ABP olandese, Allianz (Germania), l'EIFO danese, diverse fondazioni italiane legate a Intesa Sanpaolo, nonché la famiglia Wallenberg via Investor AB. Nessun attore francese appare in questo round fondatore. Il divario di attivi gestiti tra i due finalisti ha strutturato la decisione: EQT gestisce circa 266 miliardi di euro di attivi sotto gestione (AUM), presentandosi come il secondo attore mondiale del private equity (capitale-investimento) secondo i propri dati; Eurazeo dichiarava, per sua parte, circa 36 miliardi di euro di attivi sotto gestione a fine 2024 secondo il suo rapporto annuale. Ovvero un rapporto di circa uno a sette in attivi sotto gestione tra i due gestori; un divario di scala che, secondo gli osservatori del processo citati da Sifted, è stato determinante nella selezione operata dall'EIC Fund Board, che mirava a round scale-up da 58 a 347 milioni di dollari secondo le fasce IDC (International Data Corporation) riprese dal giornalista Le Monde Informatique.
Tre tappe opponibili a breve termine
Secondo il comunicato della Commissione europea (IP/26/1102), la presentazione pubblica del veicolo è programmata il 3 giugno 2026, in occasione dell'EIC Summit, e i primi investimenti del fondo devono intervenire nell'autunno 2026, senza calendario di dispiegamento più preciso comunicato a questo stadio. Il pacchetto sovranità tecnologica CADA/Chips Act 2, già posticipato due volte, è annunciato per il 27 maggio 2026, ovvero il giorno immediatamente successivo alla designazione di EQT e una settimana prima dell'EIC Summit del 3 giugno. La sequenza ristretta dà al soggetto una finestra pubblica di circa otto giorni tra l'annuncio del gestore e la prima presentazione istituzionale del fondo.
L'occhio ActuIA: Il paradosso merita di essere nominato. La Francia ha passato sei anni a costruire l'iniziativa Tibi, che ha impegnato oltre 15 miliardi di euro di capitale istituzionale francese verso la tecnologia, e sta già preparando Tibi 3 con un'ambizione esplicitamente paneuropea per il 2027-2030, come dettaglia Sifted in aprile 2025. Nel momento in cui Bruxelles assembla il primo veicolo da 5 miliardi di euro allineato alla diagnosi Draghi - 5% del capitale di rischio mondiale raccolto nell'UE contro il 52% negli Stati Uniti, rapporto di settembre 2024 - non un solo LP francese è al tavolo fondatore. Né AXA, né Crédit Agricole Assurances, né la CDC, né Bpifrance. L'analisi del Jacques Delors Centre indicava già nel montaggio il rischio di un fondo che finanziasse obiettivi senza co-costruire la governance con gli ecosistemi nazionali. Per i DAF di scale-up Serie B-C francesi: il capitale rimane accessibile, ma l'arbitraggio settoriale si giocherà d'ora in poi a Stoccolma. Sorvegliare al 3 giugno se la presentazione EIC annuncia un comitato consultivo nazionale, senza di esso, Tibi 3 dovrà costruire il suo ancoraggio europeo senza rendita di anteriorità.